Svela i Segreti dell’Okonomiyaki La Ricetta Giapponese Facile e Irresistibile

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오코노미야키 만드는 법 - 다음은 Okonomiyaki 제작을 기반으로 한 이미지 생성 프롬프트 3개입니다. 모든 프롬프트는 노출, 선정적이거나 불쾌한 내용을 포함하지 않으며, 15세 이상의 연령층에게 적합...

Amici buongustai e amanti delle nuove esperienze culinarie, benvenuti sul mio blog! Sapete, ultimamente mi capita spesso di pensare a quanto sia bello, e a volte necessario, viaggiare con la mente e con il palato, specialmente quando la routine si fa sentire.

E proprio in questi momenti, la cucina giapponese si rivela una vera salvezza, non solo per il sushi che ormai è un classico irrinunciabile anche qui in Italia, ma per piatti meno conosciuti ma altrettanto sorprendenti.

Ho notato che c’è una crescente curiosità verso lo street food asiatico, quello autentico, facile da rifare a casa e che ci fa sentire un po’ in giro per il mondo senza prendere un aereo.

È una tendenza che si sta rafforzando anche nel 2025: la voglia di sperimentare, di portare sapori lontani sulla nostra tavola, magari con un occhio di riguardo alla salute e alla sostenibilità.

Ecco perché oggi voglio parlarvi di un piatto che, vi confesso, mi ha rubato il cuore sin dalla prima volta che l’ho assaggiato, e che ho poi imparato a preparare con tanta passione: l’Okonomiyaki!

Lo chiamano la “pizza giapponese” o il “pancake salato”, ma in realtà è molto di più: è un’esplosione di sapori e consistenze, un vero comfort food personalizzabile all’infinito, proprio come suggerisce il suo nome “okonomi” che significa “ciò che vuoi”.

Ho passato ore in cucina a perfezionare la mia versione, e credetemi, il risultato è qualcosa di indescrivibile, una coccola che ti avvolge e ti trasporta direttamente nelle vivaci strade di Osaka o Hiroshima, dove è nato.

Non immaginate la soddisfazione di vederlo fumante sul piatto, con quella salsa agrodolce e la maionese che si fondono, e i fiocchi di katsuobushi che “danzano” al calore!

È un piatto che sa di convivialità, di allegria, perfetto per una serata tra amici o per stupire la famiglia con qualcosa di davvero speciale. E la parte migliore?

È molto più semplice da fare di quanto si possa pensare, anche con ingredienti che ormai si trovano facilmente anche qui. Siete pronti a scoprire tutti i miei trucchi e segreti per un Okonomiyaki perfetto che farà invidia anche ai cuochi giapponesi?

Continuate a leggere, perché ho un sacco di consigli pratici e un passo passo dettagliato che vi guiderà in ogni fase della preparazione. Preparatevi a sporcarvi le mani e a portare un tocco di Giappone in tavola, vi assicuro che ne varrà la pena!

Scopriamo insieme come farlo diventare la vostra prossima ossessione culinaria!

Il Segreto di una Pastella Impeccabile: La Base di Tutto!

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Farina, Acqua e Magia: Gli Ingredienti Essenziali

Amici, non sottovalutate mai, mai, la pastella! È il vero cuore pulsante dell’Okonomiyaki, il pilastro su cui si regge tutto il sapore e la consistenza.

Dopo innumerevoli tentativi e qualche disastro culinario (sì, succede anche ai migliori!), ho capito che la scelta della farina fa una differenza abissale.

In Giappone usano una farina specifica, ma non disperate! Qui in Italia, una buona farina 00 di media forza va benissimo, oppure, se riuscite a trovarla, una farina per tempura può darvi quella leggerezza extra che fa la differenza.

Poi c’è l’acqua, ma non solo! Molti chef giapponesi, e anch’io ormai seguo questo trucco, usano un po’ di dashi, il brodo di pesce giapponese. Non immaginate che profondità di sapore regala!

Se non avete il dashi, un cucchiaino di brodo vegetale in polvere o anche solo acqua molto fredda può aiutare a rendere la pastella più croccante. E non dimentichiamo un uovo, per legare il tutto e dare morbidezza.

Ricordo la prima volta che ho provato a fare l’Okonomiyaki senza dashi, era buono, sì, ma mancava “quel qualcosa”. Poi ho scoperto il dashi in polvere e la mia vita in cucina è cambiata!

È un piccolo investimento, ma credetemi, ripaga tantissimo in termini di gusto finale.

La Consistenza Perfetta: Trucchi per una Pastella Senza Grumi

Preparare la pastella è un rito. Non si tratta solo di mescolare, ma di sentire gli ingredienti. Il mio consiglio d’oro è: aggiungete i liquidi un po’ alla volta.

Iniziate con l’uovo e una parte del dashi (o acqua), mescolate bene con una frusta per eliminare i grumi, poi aggiungete gradualmente il resto del liquido.

La consistenza ideale? Deve essere densa ma fluida, tipo una pastella per pancake, ma leggermente più viscosa. Non deve essere acquosa, altrimenti il vostro Okonomiyaki si sfalderà in padella.

E un segreto che ho imparato dopo tanti esperimenti: fate riposare la pastella! Anche solo 15-20 minuti in frigorifero possono fare miracoli. Questo permette alla farina di idratarsi completamente, rendendo la pastella più setosa e facile da lavorare.

Quando l’ho provato per la prima volta, ho notato subito la differenza: l’Okonomiyaki risultava più leggero e areato. È un passaggio che spesso si salta per fretta, ma che vi assicuro è fondamentale per un risultato da dieci e lode.

Verdure e Proteine: Dai Colore e Sapore al Tuo Okonomiyaki

Il Cavolo Cappuccio: Protagonista Indiscusso

Non c’è Okonomiyaki senza cavolo cappuccio, amici! È l’ingrediente che gli dà struttura, freschezza e quel tocco leggermente dolce che bilancia tutti gli altri sapori.

Ma attenzione: il taglio è cruciale. Non fate pezzettoni grossolani, altrimenti l’Okonomiyaki rimarrà crudo all’interno e difficile da girare. Io lo taglio a striscioline sottilissime, quasi come una julienne, o in piccolissimi quadretti.

Ho scoperto che così si amalgama meglio con la pastella e cuoce in maniera uniforme. E non usate solo la parte verde, anche le foglie più chiare e tenere all’interno vanno benissimo.

La mia nonna, che era una maga delle verdure, diceva sempre che ogni parte ha il suo perché, e aveva ragione! Inoltre, un trucco che mi è stato rivelato da un’amica giapponese: dopo aver tagliato il cavolo, massaggiatelo leggermente con le mani per ammorbidirlo un po’.

Questo aiuta a far sì che si unisca meglio alla pastella e rilasci i suoi succhi, esaltando il sapore. Ho provato e confermo: la differenza si sente!

Oltre il Classico: Sperimenta con Nuovi Ingredienti

La bellezza dell’Okonomiyaki sta proprio nel suo nome: “ciò che vuoi”. Questo significa che potete davvero sbizzarrirvi con i ripieni! Certo, il classico con pancetta di maiale è irrinunciabile e io lo adoro, ma provate a esplorare.

Gamberetti freschi, calamari tagliati ad anelli sottili, striscioline di manzo marinato o anche del pollo sminuzzato. A volte, quando ho ospiti vegetariani, preparo una versione con funghi shiitake, carote grattugiate e cipollotto, e vi assicuro che è un successo clamoroso.

Una volta, per un tocco più “italiano”, ho aggiunto della salsiccia fresca sbriciolata e l’Okonomiyaki ha assunto un sapore completamente nuovo, ma comunque delizioso!

L’importante è non esagerare con le quantità, per non appesantire troppo l’impasto e renderlo difficile da cuocere. La chiave è l’equilibrio. E non dimenticate il tenkasu, i fiocchi di pastella di tempura fritta, che danno una croccantezza incredibile.

Se non li trovate, potete friggere un po’ di pastella di tempura e sbriciolarla, o usare un po’ di pan grattato tostato per un effetto simile.

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La Cottura a Regola d’Arte: L’Arte di Girare il Perfetto Pancake

Padella, Piastra e Temperatura: Cosa Non Sbagliare

La cottura è il momento in cui l’Okonomiyaki prende vita, ed è anche la fase più delicata. Io, personalmente, preferisco una padella antiaderente bella capiente, di quelle che usiamo per le crêpes o i pancake, perché la superficie larga permette una cottura uniforme e facilita il momento cruciale del “flip”.

Se avete una piastra elettrica da tavolo, ancora meglio! La temperatura è fondamentale: fuoco medio-basso. Se è troppo alto, l’esterno si brucia e l’interno resta crudo; se è troppo basso, diventa secco e gommoso.

Il mio trucco è scaldare bene la padella con un filo d’olio, poi abbassare leggermente la fiamma prima di versare l’impasto. Ho notato che così si forma una crosticina dorata e irresistibile senza che l’interno rimanga indietro con la cottura.

Un errore comune è voler affrettare i tempi, ma qui la pazienza è davvero una virtù. Ho visto Okonomiyaki rovinati per la fretta, ed è un peccato, perché con un po’ di calma si ottengono risultati eccellenti.

Il Momento Giusto per il Flip: Questione di Occhio e Polso

Questo è il momento che mette alla prova la vostra abilità! Girare un Okonomiyaki, specialmente se grande, può sembrare una sfida, ma con la pratica diventa un gioco da ragazzi.

Il segreto è aspettare il momento giusto. Come si capisce? I bordi dell’Okonomiyaki devono apparire cotti e leggermente dorati, e sulla superficie inizieranno a comparire delle bollicine.

Se provate a scuoterlo leggermente, dovrebbe muoversi fluidamente nella padella senza attaccarsi. Quando vedete questi segnali, è il momento! Io uso due spatole larghe, una per scivolare sotto e l’altra per dare un supporto.

Un movimento deciso e rapido, et voilà! Se si rompe un po’, non preoccupatevi, potete ricompattarlo delicatamente con le spatole. La prima volta che ho provato a girarlo, ho quasi fatto volare l’Okonomiyaki sul soffitto!

Ma non arrendetevi, con un po’ di pratica diventerete dei maestri. Dopo averlo girato, premete delicatamente l’Okonomiyaki con la spatola per compattarlo e assicurarvi che cuocia bene anche la seconda parte.

Salse e Guarnizioni: L’Esplosione Finale di Sapore

La Salsa Okonomiyaki: Cuore Dolce e Salato

Ah, la salsa Okonomiyaki! Senza di essa, l’Okonomiyaki è solo un pancake salato. È quella nota agrodolce, quasi umami, che eleva il piatto e lo rende inconfondibile.

Ormai si trova facilmente nei negozi di alimentari asiatici, ma se non la trovate o volete farla in casa, è più semplice di quanto pensiate! Io, dopo aver provato diverse ricette, ho trovato la mia combinazione perfetta: ketchup, salsa Worcestershire, un pizzico di salsa di soia e un cucchiaino di zucchero.

Mescolate bene e assaggiate, aggiustando le dosi finché non ottenete l’equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità. Una volta mi è capitato di rimanere senza salsa all’ultimo minuto, e con questi ingredienti di base, che avevo in dispensa, ho salvato la cena!

È incredibile come una salsa così semplice possa fare una tale differenza nel profilo gustativo del piatto.

Mayonnaise Giapponese e Katsuobushi: Il Tocco Magico

E poi ci sono loro, i complementi d’arredo che trasformano l’Okonomiyaki in un’opera d’arte! La maionese giapponese, più ricca e leggermente più dolce di quella europea, è un must.

La sua cremosità contrasta divinamente con la croccantezza e la sapidità dell’Okonomiyaki. Se non la trovate, una maionese normale andrà bene, magari aggiungendo un pizzico di zucchero e aceto di riso per avvicinarvi al sapore originale.

E i fiocchi di katsuobushi (tonno essiccato e affumicato)? Li adoro! Quando li metti sull’Okonomiyaki caldo, iniziano a “ballare” per il calore, creando uno spettacolo visivo e aggiungendo un sapore affumicato e unami incredibile.

Non dimenticate l’aonori, la polvere di alghe verdi, che aggiunge un profumo di mare e un tocco di colore. Queste guarnizioni non sono solo decorative, ma sono parte integrante dell’esperienza gustativa, ogni boccone è un tripudio di sapori e consistenze che si fondono in armonia.

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Okonomiyaki: Non Solo Un Piatto, Ma un’Esperienza da Personalizzare

오코노미야키 만드는 법 - Image Prompt 1: The Art of Batter and Fresh Ingredients**

Le Varianti Regionali: Osaka vs. Hiroshima

Sappiate che esistono due scuole di pensiero principali sull’Okonomiyaki, quella di Osaka e quella di Hiroshima, e ognuna ha il suo fascino. L’Okonomiyaki di Osaka è quello che vi ho appena descritto, dove tutti gli ingredienti (cavolo, carne, frutti di mare, tenkasu) vengono mescolati direttamente nella pastella prima della cottura.

È più simile a un pancake denso e ricco, un vero comfort food che ti avvolge. Quello di Hiroshima, invece, è un’esperienza stratificata. Immaginate una base di pastella sottile, poi uno strato generoso di cavolo, il vostro ripieno preferito, noodles (spesso soba o udon), un uovo fritto e poi il tutto viene coperto con un’altra sottile strato di pastella.

È un vero capolavoro di ingegneria culinaria, più complesso da realizzare ma altrettanto appagante. Ho avuto la fortuna di assaggiare entrambe le versioni in Giappone, e devo dire che ognuna ha il suo perché.

Osaka è l’abbraccio caldo, Hiroshima è la scoperta di ogni strato, un viaggio in ogni boccone.

La Mia Versione “All’Italiana”: Un Pizzico di Creatività

Come sapete, amo sperimentare e portare un po’ della nostra cultura nei piatti che scopro. Così, ho creato la mia versione “all’italiana” dell’Okonomiyaki, che è diventata un appuntamento fisso per le serate tra amici.

Ho mantenuto la base tradizionale, ma ho aggiunto ingredienti che adoro e che trovo facilmente qui. Ad esempio, a volte, al posto della pancetta di maiale giapponese, uso della pancetta tesa nostrana, tagliata sottile e croccante.

Oppure, per un ripieno di mare, ho provato a usare i nostri gamberi rossi freschissimi, abbinati a un po’ di prezzemolo tritato finemente nella pastella per un tocco mediterraneo.

Una volta, osando, ho provato a mettere un po’ di parmigiano grattugiato nell’impasto insieme al cavolo, e vi assicuro che il sapore umami si è amplificato in modo sorprendente!

Non abbiate paura di giocare con i sapori, l’Okonomiyaki è un piatto che si presta benissimo all’interpretazione personale. L’importante è mantenere lo spirito del piatto: l’amore per gli ingredienti freschi e la gioia di condividerlo.

Errori da Evitare per un Okonomiyaki da Campioni

Pastella Troppo Liquida o Troppo Densa: Il Giusto Equilibrio

Uno degli errori più comuni che vedo fare, e che anch’io ho commesso all’inizio, è non prestare attenzione alla consistenza della pastella. Se è troppo liquida, non riuscirà a contenere gli ingredienti e si spargerà in padella, risultando in un pasticcio poco invitante e difficile da girare.

Ricordo una volta che ero di fretta e ho aggiunto troppa acqua, il risultato è stato un disastro totale, un Okonomiyaki che sembrava una frittata scondita!

D’altra parte, se la pastella è troppo densa, l’Okonomiyaki risulterà pesante, gommoso e non cuocerà bene all’interno, lasciandovi con una sensazione di mattone nello stomaco.

Il segreto è quella via di mezzo, quella consistenza “cremosa ma scorrevole” di cui vi parlavo prima. Se la vostra pastella sembra troppo liquida, aggiungete un cucchiaio di farina alla volta; se è troppo densa, un goccio di dashi o acqua.

Non abbiate fretta, fate queste aggiunte lentamente e mescolate bene ogni volta per controllare il risultato.

Cottura Affrettata: La Pazienza è la Chiave del Successo

Questo è un altro punto dolente per molti, me compresa agli inizi: la fretta nella cottura. Sono così entusiasta di assaggiare il mio Okonomiyaki che spesso sono tentata di aumentare la fiamma o di girarlo troppo presto.

Ma, credetemi, è un errore fatale! L’Okonomiyaki ha bisogno del suo tempo per cuocere uniformemente, per permettere al cavolo di ammorbidirsi e alla pastella di dorarsi perfettamente.

Se lo girate troppo presto, l’interno non sarà ancora compatto e si romperà, perdendo la sua forma perfetta. Se la fiamma è troppo alta, l’esterno si brucerà prima che l’interno sia cotto, lasciandovi con un centro crudo e un sapore amaro.

Il mio consiglio è di cuocerlo a fuoco medio-basso per almeno 5-7 minuti per lato, coprendo la padella con un coperchio nei primi minuti. Questo crea un ambiente di vapore che aiuta a cuocere l’interno senza bruciare l’esterno.

La prima volta che ho seguito questo consiglio, ho capito la differenza: l’Okonomiyaki era dorato, croccante fuori e incredibilmente morbido e succoso dentro.

Categoria Ingrediente Esempi Comuni per Okonomiyaki Il Mio Consiglio per l’Italia
Verdure Base Cavolo cappuccio tagliato finemente, cipollotto Scegliete cavoli freschissimi e tagliateli a julienne sottile; il cipollotto è irrinunciabile per una nota aromatica!
Proteine Aggiuntive Pancetta di maiale a fette sottili, gamberetti, calamari, striscioline di manzo, maiale macinato La pancetta di maiale è un classico, ma provate anche con della salsiccia fresca sbriciolata per un tocco fusion dal sapore robusto!
Topping Croccanti Tenkasu (fiocchi di pastella di tempura fritta), benishoga (zenzero rosso marinato) Se non trovate il tenkasu, un po’ di pan grattato tostato in padella può simulare la croccantezza. Lo zenzero rosso aggiunge un contrasto fantastico!
Salse e Condimenti Salsa Okonomiyaki, Maionese giapponese (Kewpie), Katsuobushi (fiocchi di tonno essiccato), Aonori (alghe verdi in polvere) Tutte queste salse e guarnizioni si trovano ormai nei negozi etnici. Se non riuscite a trovare la maionese giapponese, la maionese classica con un pizzico di zucchero e aceto di riso si avvicina molto.
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Un Viaggio di Sapori: Perché l’Okonomiyaki Conquista Tutti

La Versatilità che Stupisce: Un Piatto per Ogni Gusto

L’Okonomiyaki è, per sua stessa natura, un piatto incredibilmente versatile, e credo sia proprio questa la chiave del suo successo, anche qui in Italia.

Non è come il sushi, che ha regole ferree e una sua sacralità. L’Okonomiyaki è democratico, inclusivo. Pensateci: la base è sempre la stessa, ma poi potete aggiungere letteralmente ciò che più vi piace.

Ho amici che lo adorano con tantissimi frutti di mare, altri che impazziscono per la versione con doppio formaggio (sì, anche in Giappone si usa!) e chi, come me, non resiste al richiamo della pancetta croccante.

È un piatto che si adatta alle esigenze alimentari più diverse: basta variare il ripieno per accontentare vegetariani, amanti della carne o del pesce.

Questa adattabilità lo rende perfetto per le serate tra amici, dove ognuno può personalizzare la propria porzione, quasi come una fondue asiatica, ma con un tocco di creatività in più.

E poi, il bello è anche la preparazione stessa, che diventa un momento di convivialità, un’occasione per sporcarsi le mani insieme e creare qualcosa di delizioso.

La Magia dell’Esperienza: Più di un Semplice Pasto

Quello che mi ha sempre affascinato dell’Okonomiyaki non è solo il gusto, che è sublime, ma l’intera esperienza che ci ruota attorno. In Giappone, spesso lo si prepara su piastre incorporate nei tavoli, ed è un’interazione continua con il cibo, un vero spettacolo culinario che si svolge sotto i tuoi occhi.

Anche a casa, replicare questa dinamica, pur con i nostri mezzi, crea un’atmosfera unica. C’è il profumo che si sprigiona durante la cottura, il sibilo della pastella che tocca la piastra, il piacere di vedere i fiocchi di katsuobushi “ballare” al calore, e poi il momento di decorare il proprio Okonomiyaki con le salse.

È un pasto che coinvolge tutti i sensi e che genera allegria. Ho notato che quando lo preparo, c’è sempre un’atmosfera di festa in cucina, le persone si avvicinano, chiedono, curiosano.

È come portare un piccolo pezzo di Osaka o Hiroshima sulla nostra tavola, un viaggio culinario senza bisogno di prendere un aereo. E credetemi, la soddisfazione di vederlo fumante e perfetto, pronto per essere divorato, non ha prezzo!

In Chiusura

Amici, spero davvero che questo viaggio gustativo nel cuore dell’Okonomiyaki vi abbia ispirato a mettere le mani in pasta e a portare un pezzo di Giappone direttamente sulla vostra tavola! È un piatto che, pur avendo radici lontane, si sposa magnificamente con la nostra voglia di sperimentare e con la nostra creatività in cucina. Ricordate, ogni Okonomiyaki che preparerete sarà un’opera d’arte unica, che rifletterà la vostra personalità e le vostre preferenze. Non abbiate timore di osare con gli ingredienti, di mescolare sapori inaspettati e di rendere questa ricetta davvero vostra. L’importante è divertirsi durante la preparazione e, soprattutto, godersi ogni singolo, delizioso boccone, magari in buona compagnia. Alla prossima esplorazione culinaria!

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Consigli Utili da Non Perdere

1. La pastella è il fondamento: assicuratevi che abbia la giusta consistenza, né troppo liquida per non sfaldarsi, né troppo densa per non risultare pesante. Un riposo di 15-20 minuti in frigorifero può fare miracoli, rendendola più setosa e leggera.

2. Taglio del cavolo: per un Okonomiyaki perfetto, il cavolo cappuccio deve essere tagliato a striscioline sottilissime. Questo garantisce una cottura uniforme e una consistenza ideale, senza pezzi crudi all’interno.

3. Pazienza in cottura: non affrettate i tempi! Cuocete a fuoco medio-basso per circa 5-7 minuti per lato, magari coprendo la padella nei primi minuti. Così l’interno si cuocerà alla perfezione e l’esterno diventerà dorato e croccante.

4. Sperimentazione con gli ingredienti: l’Okonomiyaki è il piatto della libertà! Osate con i ripieni, dai frutti di mare freschi alla salsiccia nostrana, dai funghi ai formaggi. L’equilibrio dei sapori è la chiave per una creazione indimenticabile.

5. Non trascurate le salse e le guarnizioni: la salsa Okonomiyaki, la maionese giapponese, il katsuobushi e l’aonori non sono semplici decorazioni. Sono elementi essenziali che contribuiscono all’esplosione finale di sapore e completano l’esperienza gustativa e visiva.

I Punti Chiave da Ricordare

Per realizzare un Okonomiyaki che conquisti tutti, concentratevi sulla consistenza impeccabile della pastella, il taglio preciso del cavolo e una cottura lenta e paziente. Ricordatevi di sfruttare la versatilità del piatto, personalizzandolo con gli ingredienti che più amate, e di non lesinare sulle salse e i condimenti finali che ne esalteranno il gusto. Con questi piccoli accorgimenti, otterrete un piatto equilibrato, saporito e irresistibile, proprio come quelli che si gustano in Giappone!

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Gli ingredienti specifici dell’Okonomiyaki, come la farina speciale o le salse, sembrano un po’ esotici. È davvero difficile trovarli qui in Italia?

R: Questa è una domanda che mi fanno in tanti, e vi capisco benissimo! All’inizio anche io ero un po’ scettica, pensavo di dover fare un safari culinario per trovare tutto il necessario.
E invece, la buona notizia è che al giorno d’oggi, molti ingredienti “esotici” per l’Okonomiyaki sono diventati molto più accessibili qui in Italia! Certo, non tutti i supermercati li hanno, ma vi assicuro che potete fare quasi tutto lo shopping senza problemi.
Per esempio, la farina di tipo 00 va benissimo in sostituzione di quella per Okonomiyaki, e per il dashi, il brodo giapponese, potete usare quello granulare che si trova nei negozi specializzati, oppure, in un pizzico di emergenza, anche un buon brodo vegetale o di pesce leggero.
Per le salse, come quella per Okonomiyaki e la maionese giapponese (la famosa Kewpie!), le trovo facilmente negli alimentari asiatici, sia fisici che online, che ormai spediscono in tutta Italia con grande efficienza.
Se proprio non la trovate, potete crearne una versione casalinga mescolando ketchup, salsa Worcestershire e un tocco di salsa di soia e zucchero, vi garantisco che il risultato è comunque delizioso e simile all’originale!
E per katsuobushi (i fiocchi di tonno essiccato) e aonori (l’alga in polvere), molti siti specializzati e anche Amazon sono ormai una miniera d’oro. Quindi, non preoccupatevi: con qualche accorgimento e un po’ di ricerca, avrete tutti gli strumenti per preparare il vostro Okonomiyaki perfetto!

D: Ho paura che sia un piatto troppo complicato per me che non sono un cuoco esperto. È davvero alla portata di tutti, o ci vuole una manualità particolare?

R: Oh, carissimi, questa è la paura più grande di chi si avvicina per la prima volta a un piatto “strano”, vero? Anche io, la prima volta che ho provato a farlo, pensavo di combinare un disastro epocale!
Invece, vi posso giurare che l’Okonomiyaki è incredibilmente semplice, molto più di quanto la sua provenienza giapponese possa far pensare! Io lo chiamo il “pancake salato” proprio perché la logica è la stessa: mescoli gli ingredienti in una pastella, la versi in padella (sì, una normalissima padella antiaderente va benissimo se non avete la piastra teppan!) e la cuoci.
Non c’è bisogno di tecniche complesse, di piegature da origami o di tagli da chef stellato. L’unico “segreto”, se così vogliamo chiamarlo, è non pressare troppo la pastella quando la cuocete, per mantenerla soffice e areata.
E quando la girate? Beh, un po’ di coraggio e una spatola larga sono i vostri migliori amici! Se all’inizio vi si scompone un pochino, non fa nulla, si ricompone facilmente in padella e il gusto sarà comunque fantastico.
Ho preparato questa ricetta centinaia di volte e vi assicuro che, anche i miei amici più “impediti” in cucina, dopo qualche tentativo, sono diventati dei maestri dell’Okonomiyaki.
È un piatto che perdona e che vi darà tantissime soddisfazioni, credetemi!

D: Mi piace l’idea di personalizzare l’Okonomiyaki, proprio come suggerisce il suo nome “ciò che vuoi”. Ma quali sono gli abbinamenti che funzionano meglio o che hai provato tu e mi consiglieresti?

R: Ed ecco la parte più divertente e creativa, quella che mi entusiasma di più: la personalizzazione! Il bello dell’Okonomiyaki è proprio che potete davvero sbizzarrirvi, ed è il motivo per cui, secondo me, piace così tanto anche qui in Italia, dove abbiamo una cultura culinaria ricca di varianti regionali e personalizzazioni.
Il nome stesso, “Okonomi”, significa letteralmente “ciò che preferisci”, e io l’ho preso alla lettera! La base classica con cavolo, uova e farina è una tela perfetta.
Io ho provato di tutto, e alcune combinazioni sono diventate i miei “cavalli di battaglia”. Se vi piacciono i sapori classici, non potete sbagliare con la pancetta sottile, che diventa croccante e saporita durante la cottura.
Se amate il pesce, gamberi o calamari tagliati a pezzettini sono un must, aggiungono una consistenza e un sapore marino che si sposa divinamente. Ma andiamo oltre!
Un abbinamento che mi ha sorpresa è l’aggiunta di formaggio (tipo edam, ma anche un provolone dolce o scamorza non affumicata tagliata a cubetti va benissimo) che si scioglie nell’impasto creando una cremosità pazzesca.
Per un tocco più vegetariano o audace, ho provato anche funghi shiitake (reidratati e tagliati), mais dolce, o anche kimchi per un tocco piccante e fermentato che dà una marcia in più.
E un consiglio da amica: non abbiate paura di aggiungere cipollotto tritato e zenzero marinato (benishoga) per quella punta di freschezza e acidità che bilancia tutti i sapori.
Il limite è davvero la vostra fantasia, proprio come per la nostra pizza! Provate, sperimentate e trovate la vostra combinazione preferita, sono sicura che creerete capolavori!

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