Sushi e Sashimi: La Guida Definitiva per Non Confonderli Mai Più e Diventare un Vero Esperto!

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스시와 사시미의 차이 - **Prompt:** A masterful Japanese sushi chef, wearing a pristine white traditional chef's uniform wit...

Ehi amici buongustai e amanti della cucina giapponese! Scommetto che almeno una volta vi siete trovati a parlare di sushi e sashimi, magari al vostro ristorante preferito qui in Italia, e qualcuno, o forse anche voi stessi, ha usato questi termini in modo intercambiabile.

È un errore super comune, non preoccupatevi! Anche a me, la prima volta che ho messo piede in un vero ristorante giapponese anni fa, ricordo di aver chiesto un “sushi di tonno” indicando in realtà quello che si è rivelato essere un magnifico sashimi.

Che figuraccia, mi sentivo un po’ come un pesce fuor d’acqua! Da allora, ho approfondito tantissimo questo mondo meraviglioso, e devo dire che capire le sottili ma fondamentali differenze tra queste due prelibatezze ha reso la mia esperienza culinaria ancora più ricca e appagante.

Non si tratta solo di conoscere la terminologia giusta, ma di apprezzare la filosofia e l’arte che si celano dietro ogni singola preparazione, che sia un nigiri perfetto o una fetta di pesce crudo tagliata a regola d’arte.

È un po’ come distinguere tra un piatto di pasta al pomodoro e una carbonara: entrambi deliziosi, ma profondamente diversi nella loro essenza e preparazione.

Questo ci permette di ordinare con più consapevolezza, di gustare al meglio ogni boccone e, perché no, di fare anche una bella figura con gli amici mostrando la nostra expertise.

Preparatevi, perché sto per svelarvi tutti i segreti per non confondere mai più sushi e sashimi. Sarà come avere un piccolo maestro giapponese che vi guida attraverso i sapori e le tradizioni.

Vi prometto che dopo aver letto, guarderete il vostro prossimo piatto di specialità giapponesi con occhi completamente nuovi, e saprete esattamente cosa chiedere e cosa aspettarvi.

Vi assicuro che è una conoscenza che vi cambierà il modo di approcciarvi a queste delizie. Vi accompagnerò in questo viaggio culinario per farvi scoprire ogni dettaglio.

Il Riso Sacro: La Vera Essenza del Sushi

스시와 사시미의 차이 - **Prompt:** A masterful Japanese sushi chef, wearing a pristine white traditional chef's uniform wit...

Ah, il riso! Potrebbe sembrare un semplice contorno, ma vi assicuro che nel mondo del sushi, il riso è molto di più, è il vero cuore pulsante, l’anima di ogni boccone.

Ricordo ancora la prima volta che un vero chef giapponese mi spiegò l’importanza del *sumeshi*, il riso condito. Mi disse che se il riso non è perfetto, tutto il resto, anche il pesce più fresco del mondo, non ha senso.

È un concetto che mi ha colpito tantissimo e che applico mentalmente ogni volta che assaggio un nuovo nigiri. Non è un riso qualsiasi, eh! Parliamo di una varietà specifica, a grano corto, che viene cucinata alla perfezione, condita con un equilibrio magico di aceto di riso, zucchero e sale.

Questa miscela non solo dona al riso quel sapore agrodolce inconfondibile che pulisce il palato e esalta il pesce, ma contribuisce anche alla sua consistenza leggermente appiccicosa, essenziale per formare i piccoli capolavori che conosciamo.

Pensateci bene: avete mai provato a mangiare un pezzo di sushi dove il riso si sfalda o è insipido? Non è la stessa cosa, vero? Ecco, è proprio qui che si cela la maestria.

Il riso, con la sua temperatura ideale, la sua consistenza e il suo sapore, deve bilanciare e sostenere il pesce, non dominarlo. È un’armonia sottile, quasi poetica, che uno chef esperto riesce a creare con gesti precisi e un’attenzione maniacale ai dettagli, tramandata di generazione in generazione.

È l’ingrediente che trasforma un semplice pezzo di pesce in un’esperienza gustativa completa, un vero e proprio abbraccio di sapori e consistenze che vi lascerà a bocca aperta.

Il Segreto del Sumeshi Perfetto

La preparazione del *sumeshi* è quasi un rito. Il riso viene lavato con cura maniacale fino a quando l’acqua non è completamente limpida, poi cotto in proporzioni precise con l’acqua, spesso in pentole speciali o, tradizionalmente, in pentole di argilla.

Ma il vero tocco di magia arriva dopo la cottura, quando il riso viene steso su un *hangiri*, una vasca di legno, e condito con il *sushi-zu*, la miscela di aceto di riso, zucchero e sale.

Questo processo, chiamato *awangiri*, non è solo un modo per condire; serve anche a raffreddare rapidamente il riso e a renderlo lucido, separando i chicchi senza romperli, assorbendo l’eccesso di umidità.

L’odore che si sprigiona è qualcosa di meraviglioso, fresco e leggermente acido, che preannuncia il piacere del primo morso.

Sushi senza Riso? Impensabile!

Sì, avete capito bene. Se quello che vi trovate davanti non ha riso, non è sushi. Non importa quanto sia buono il pesce, quanto sia bello l’impiattamento, se manca il riso condito, non possiamo chiamarlo sushi.

Questa è la regola d’oro, il discriminante fondamentale. È una differenza che all’inizio può sembrare banale, ma che racchiude in sé secoli di tradizione e una filosofia culinaria ben precisa.

Il riso non è un’aggiunta, è un componente strutturale e gustativo imprescindibile che definisce l’identità stessa del piatto.

Il Trionfo del Pesce Crudo: La Purezza del Sashimi

Ora, cambiamo prospettiva e parliamo di qualcosa che esalta la pura, incondizionata bellezza del pesce: il sashimi. Qui, non ci sono fronzoli, nessun riso a far da spalla.

Il sashimi è l’essenza stessa del pesce, tagliato con una precisione quasi chirurgica e presentato in modo da esaltarne al massimo la freschezza, la consistenza e il sapore intrinseco.

Quando assaggio un sashimi ben fatto, è come se stessi assaggiando il mare stesso, in tutta la sua potenza e delicatezza. Ricordo una volta, in un piccolo ristorante a Milano, il cuoco mi ha mostrato la sua selezione di tonno rosso: mi ha spiegato come ogni taglio, ogni fetta, fosse pensata per esaltare le diverse venature di grasso e il sapore.

È lì che ho capito che il sashimi non è solo “pesce crudo”, è un’arte a sé stante, un inno alla materia prima. La qualità del pesce è assolutamente cruciale qui; non si può bluffare.

Se il pesce non è impeccabile, si sente subito, non c’è niente che possa nasconderlo. Ogni fetta è un piccolo capolavoro che richiede anni di pratica per essere eseguita correttamente, con coltelli affilati come rasoi che permettono di ottenere tagli puliti e perfetti, che non danneggiano le fibre del pesce, mantenendone intatte le qualità organolettiche.

L’Arte del Taglio: Un Gesto di Rispetto

Per il sashimi, il taglio è tutto. Non è un taglio qualsiasi, ma una tecnica raffinata che richiede maestria e sensibilità. Ci sono diversi stili di taglio, come lo *hirazukuri* (un taglio rettangolare), l’ *usuzukuri* (fette sottilissime quasi trasparenti) o il *sogigiri* (taglio obliquo).

Ogni tecnica è studiata per massimizzare la percezione del sapore e della consistenza di un determinato tipo di pesce. L’obiettivo è presentare il pesce in un modo che ne esalti la delicatezza e la ricchezza, quasi come se fosse una tela preziosa su cui ammirare i colori e le venature naturali.

Accompagnamenti: Wasabi e Salsa di Soia

Con il sashimi, gli accompagnamenti sono volutamente minimalisti per non sovrastare il gusto puro del pesce. Il *wasabi*, quella pasta verde piccante, non è lì solo per il brivido, ma ha anche proprietà antibatteriche e digestive, oltre a esaltare i sapori.

Si usa un tocco leggero, spesso tra il pesce e la salsa di soia, o direttamente sul pesce. La salsa di soia è delicata, non bisogna affogare il pesce, ma “bagnare” solo una piccola parte della fetta, generalmente senza riso.

Io preferisco intingere leggermente solo il bordo, per apprezzare prima il sapore del pesce e poi la complessità della salsa.

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Il Matrimonio Perfetto: Tipi e Varianti per Ogni Palato

È incredibile quante forme e sapori possano assumere queste delizie! Una volta credevo che sushi e sashimi fossero solo tonno e salmone, ma mi sbagliavo di grosso.

Ho scoperto un mondo di varianti, ognuna con la sua personalità e la sua storia. Dai classici *nigiri* con gambero cotto o *tamago* (frittata dolce) a sushi più complessi come gli *uramaki*, che sono diventati popolarissimi anche qui in Italia, con abbinamenti che a volte sorprendono e deliziano.

Pensate agli *hosomaki*, quei rotolini sottili e delicati, spesso con cetriolo o tonno, perfetti per chi ama i sapori semplici e puliti. Poi ci sono i *futomaki*, rotoli più grandi e generosi, un vero tripudio di ingredienti.

Ogni volta che vado in un nuovo ristorante giapponese, cerco sempre qualcosa di diverso, una specialità locale o una combinazione insolita. È un po’ come scoprire nuove regioni del gusto, e ogni volta mi stupisco di quanto sia vasta e creativa la cucina giapponese.

Non limitatevi ai soliti nigiri o sashimi di tonno, osate! Provate un *gunkan* con uova di quaglia o un *temaki* farcito in modo esotico. La varietà è una festa per il palato!

Nigiri, Maki, Temaki: La Famiglia del Sushi

Il *nigiri* è probabilmente la forma di sushi più iconica: una piccola polpetta di riso pressata a mano, sormontata da una fetta di pesce o altro ingrediente.

È pura eleganza. I *maki*, invece, sono i rotoli, preparati con l’aiuto di una stuoia di bambù (*makisu*) e alga *nori*. Esistono diverse tipologie: *hosomaki* (sottili), *futomaki* (spessi), *uramaki* (a “rotolo inverso” con il riso all’esterno) e i *gunkan*, con la forma di una piccola barca.

I *temaki* sono coni d’alga nori ripieni di riso e vari ingredienti, perfetti per un morso veloce e informale.

Pesci e Frutti di Mare: Protagonisti del Sashimi

Per il sashimi, la scelta del pesce è vastissima e varia in base alla stagione e alla disponibilità. Oltre al celebre tonno (*maguro*) e salmone (*sake*), si possono gustare gamberi dolci (*amaebi*), ricciola (*hamachi*), orata (*tai*), polpo (*tako*) e persino molluschi come le capesante (*hotate*).

Ogni pesce ha una sua consistenza e un suo sapore unico, che viene esaltato dalla semplicità della preparazione. Il mio preferito? Dipende dall’umore!

Ma un buon sashimi di ricciola, con la sua consistenza quasi burrosa, mi fa sempre impazzire.

Navigare il Menù: Consigli per l’Esperienza Perfetta

Entrare in un ristorante giapponese autentico può essere un po’ intimidatorio la prima volta, con tutte quelle voci sul menù che sembrano scritte in geroglifici.

Ma non preoccupatevi! Con un po’ di conoscenza, potrete ordinare come dei veri esperti e godervi al massimo l’esperienza. Il mio consiglio è sempre quello di iniziare con qualcosa di semplice per assaggiare la qualità del pesce e del riso del ristorante.

Un paio di nigiri classici, un piccolo sashimi di tonno. Se questi sono buoni, allora potete osare di più! Ho imparato che chiedere consiglio allo chef o al personale di sala è sempre un’ottima mossa, specialmente se vi trovate in un posto che non conoscete.

Loro sanno quali sono le specialità del giorno, il pesce più fresco o gli abbinamenti più interessanti. Non abbiate paura di chiedere! A volte, i piatti “fuori menù” sono le vere gemme nascoste.

E ricordatevi, il pasto giapponese è un’esperienza sensoriale, non solo un modo per riempirsi la pancia. Assaporate ogni boccone, apprezzate la presentazione, sentite i diversi sapori che si fondono in bocca.

È un viaggio, ogni volta.

Come Ordinare Senza Fare Errori

Quando consultate il menù, cercate di capire la distinzione tra le sezioni dedicate al sushi (con riso) e al sashimi (solo pesce). Se volete il massimo della freschezza, chiedete del “pesce del giorno” o le “specialità dello chef”.

Molti ristoranti offrono anche “omakase”, un percorso degustazione dove lo chef decide per voi, creando un’esperienza personalizzata e spesso sorprendente.

Io lo adoro, è come affidarsi completamente all’arte dello chef, e quasi sempre si scoprono sapori inaspettati!

Etichetta a Tavola: Piccoli Gestiche per un Grande Rispetto

스시와 사시미의 차이 - **Prompt:** An exquisite, close-up shot of a pristine white ceramic plate showcasing an artfully arr...

Ci sono alcune piccole regole di galateo che possono arricchire la vostra esperienza e mostrare rispetto per la cultura giapponese. Ad esempio, non passate il cibo da bacchetta a bacchetta, è un gesto funebre.

Non piantate le bacchette verticalmente nel riso. Se usate la salsa di soia, intingete solo il pesce del nigiri, non il riso. Mangiate i nigiri in un solo boccone se possibile, o in due morsi, ma senza separarli del tutto.

E non versate mai la salsa di soia direttamente sul riso o sul sushi nel piatto. Sono piccoli dettagli, ma fanno la differenza!

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Oltre il Gusto: Benefici e Curiosità di Queste Delizie

Ma sapete, al di là del sapore paradisiaco e dell’arte culinaria, il sushi e il sashimi portano con sé anche un sacco di benefici. È un tipo di cucina che, se preparata con ingredienti di qualità, è relativamente leggera e salutare.

Ricordo un mio amico, nutrizionista, che mi spiegava quanto il pesce crudo fosse ricco di Omega-3, preziosi per il cuore e il cervello. E il riso, con la sua giusta dose di carboidrati complessi, ci dà energia senza appesantire.

Certo, non sto dicendo che tutti i piatti siano uguali, perché ci sono anche varianti più ricche, ma in generale, è una scelta che fa bene al corpo e allo spirito.

Inoltre, il processo di preparazione e la presentazione curata sono un piacere per gli occhi, non trovate? È una cucina che celebra la bellezza della natura, la freschezza degli ingredienti e la precisione della mano umana.

È un’esperienza multisensoriale che va ben oltre il semplice nutrimento, diventando un momento di vero benessere e scoperta.

Un Pieno di Benessere: Proprietà Nutrizionali

Il pesce, soprattutto quello azzurro come il salmone e il tonno, è una fonte eccellente di acidi grassi Omega-3, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e benefiche per il sistema cardiovascolare.

È anche ricco di proteine magre, vitamine (come la D e la B12) e minerali essenziali. Il riso, soprattutto quello integrale o semi-integrale usato in alcune preparazioni, fornisce carboidrati complessi e fibre.

Un pasto a base di sushi e sashimi, se equilibrato, può essere una scelta molto salutare e gustosa.

Curiosità Storiche: Da Necessità a Delizia

È affascinante pensare che le origini del sushi e del sashimi non erano legate alla gastronomia raffinata che conosciamo oggi, ma a una necessità pratica: la conservazione del pesce.

Inizialmente, il pesce veniva fermentato con il riso (che poi veniva scartato) per prolungarne la durata. Solo molto più tardi, nel periodo Edo in Giappone, l’idea di consumare il pesce fresco con riso condito prese piede, trasformandosi poi nell’arte che ammiriamo oggi.

È incredibile come da una necessità sia nata una delle cucine più amate e rispettate al mondo!

Caratteristica Sushi Sashimi
Ingrediente Principale Riso condito con aceto (sumeshi) Pesce fresco crudo di alta qualità
Componenti Chiave Riso + ingrediente principale (pesce, verdure, tamago, ecc.) Solo pesce crudo (o frutti di mare)
Modalità di Preparazione Il riso viene pressato, avvolto o formato con l’ingrediente. Il pesce viene tagliato in fette precise e sottili.
Varianti Comuni Nigiri, Maki (hosomaki, futomaki, uramaki), Gunkan, Temaki Fette di tonno, salmone, ricciola, orata, gamberi dolci, polpo, capesante
Accompagnamenti Tipici Salsa di soia, wasabi, zenzero marinato (gari) Salsa di soia, wasabi, a volte verdure fresche (es. daikon)
Consumo Consigliato Spesso in un solo boccone, per bilanciare riso e topping. Assaporato per apprezzare la texture e il sapore puro del pesce.

Riconoscere la Qualità: Guida per Veri Intenditori

Dopo tutti questi anni a bazzicare ristoranti giapponesi, ho sviluppato un sesto senso per la qualità, e voglio condividere con voi qualche trucco da “insider” per non sbagliare mai.

La prima cosa che guardo è il riso del sushi: deve essere lucido, i chicchi separati ma coesi, non troppo caldo né troppo freddo, e con un profumo leggermente acidulo.

Se è colloso, freddo da frigorifero o insipido, c’è qualcosa che non va. Per il sashimi, invece, la freschezza del pesce è la star assoluta. Cercate carni dai colori vivaci, senza opacità o secchezza.

Il tonno rosso deve avere un colore intenso e brillante, non spento o marrone. E la consistenza! Deve essere soda, ma sciogliersi in bocca.

Se il pesce è filamentoso, gommoso o ha un retrogusto strano, lasciate perdere. Un buon ristorante giapponese si riconosce anche dalla pulizia impeccabile e dall’attenzione ai dettagli nella presentazione dei piatti.

Un pesce freschissimo e un riso preparato a regola d’arte sono un biglietto da visita irrinunciabile. Non vi fidate mai di un ristorante dove il pesce ha un odore troppo forte o dove i colori sembrano “sbiaditi”.

Il cibo giapponese è un inno alla freschezza e alla pulizia, e questi sono segnali importanti da cogliere.

Segnali di un Grande Chef di Sushi

Un vero maestro di sushi si vede dai dettagli. Il modo in cui maneggia il riso, la delicatezza con cui posa il pesce, la precisione del taglio. Ogni nigiri deve essere formato con il giusto quantitativo di riso e una leggera pressione, in modo da essere compatto ma scioglievole in bocca.

Il pesce deve aderire perfettamente al riso. Un buon segno è anche la disponibilità dello chef a comunicare, a spiegare i piatti, a mostrare la sua passione.

Ho avuto la fortuna di incontrare chef che, nonostante la barriera linguistica, trasmettevano tutta la loro dedizione attraverso i gesti e lo sguardo.

L’Importanza della Filiera: Da Dove Viene il Pesce?

Sì, esatto, non è un dettaglio da poco. Se un ristorante è trasparente sulla provenienza del pesce, è già un ottimo segno. I migliori ristoranti si riforniscono da fornitori affidabili, che garantiscono la massima freschezza e sostenibilità.

Chiedete pure da dove viene il loro tonno o il loro salmone, se si tratta di allevamento o pescato, e con quali criteri. Questa attenzione alla provenienza non è solo una garanzia di qualità, ma anche un segnale di rispetto per l’ambiente e per la salute dei consumatori.

È un po’ come per l’olio d’oliva in Italia: vogliamo sapere da dove viene, giusto?

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Per concludere

Ed eccoci arrivati alla fine di questo viaggio nel cuore della cucina giapponese! Spero davvero che ora abbiate le idee super chiare e che possiate approcciarvi al vostro prossimo pasto a base di sushi e sashimi con una consapevolezza tutta nuova. Ricordate, non si tratta solo di distinguere un piatto dall’altro, ma di apprezzare la profonda arte, la storia e la filosofia che ogni singolo boccone porta con sé. Ogni volta che assaporerete una fetta di sashimi puro o un nigiri perfettamente bilanciato, penserete a quanto amore e dedizione ci sono dietro. E magari, come me, vi verrà voglia di esplorare ancora di più questo mondo meraviglioso. Alla prossima avventura culinaria!

Informazioni Utili da Sapere

1. Non Abbiate Paura di Chiedere al Personale: Quando siete in un ristorante giapponese, specialmente se è la prima volta, non esitate a chiedere consigli allo chef o al cameriere. Loro sono i veri esperti e potranno guidarvi attraverso il menù, suggerirvi le specialità del giorno o il pesce più fresco disponibile. Spesso, sono felici di condividere la loro conoscenza e la loro passione, rendendo la vostra esperienza ancora più ricca e personalizzata. È un modo fantastico per scoprire nuovi sapori e abbinamenti che magari non avreste considerato autonomamente, e vi assicuro che è una pratica molto apprezzata che arricchirà la vostra serata.

2. L’Importanza dello Zenzero Marinato (Gari): Quello zenzero rosa o bianco che trovate nel piatto non è solo un contorno carino, ma ha una funzione ben precisa! Il *gari* serve a pulire il palato tra un boccone e l’altro, rinfrescando la bocca e preparandola ad apprezzare al meglio il sapore del prossimo pezzo di sushi o sashimi. È un po’ come un reset per le vostre papille gustative, permettendovi di distinguere le sfumature di ogni singolo ingrediente senza che i sapori si mescolino troppo. Vedrete che, una volta provato, non potrete più farne a meno per godervi appieno ogni variazione di gusto. Provate ad usarlo con consapevolezza, vedrete che differenza farà nella vostra esperienza complessiva!

3. Wasabi: Non Solo Piccantezza: Abbiamo già detto che il wasabi ha proprietà antibatteriche, ma la sua funzione principale è quella di esaltare il sapore del pesce. Non usatelo in quantità eccessive, altrimenti coprirà tutto. Un piccolo tocco, posizionato tra il pesce e il riso (nel sushi) o direttamente sul sashimi prima di intingerlo leggermente nella soia, è l’ideale. Vedrete che il calore iniziale lascerà spazio a un retrogusto fresco e leggermente dolce, che completerà perfettamente il vostro piatto. È una componente essenziale che, usata con equilibrio, eleva l’intera esperienza sensoriale.

4. Sostenibilità e Stagionalità: Proprio come per la nostra cucina mediterranea, anche per il pesce giapponese la sostenibilità e la stagionalità sono fondamentali. I ristoranti di qualità spesso indicano la provenienza del pesce e preferiscono utilizzare specie che non sono a rischio e che vengono pescate o allevate in modo responsabile. Prestare attenzione a questi dettagli non solo garantisce un prodotto migliore sulla vostra tavola, ma contribuisce anche a supportare pratiche di pesca più etiche e rispettose dell’ambiente. Chiedete sempre informazioni sulla filiera: un buon ristorante non avrà problemi a fornirle.

5. Esperienza Omakase: Se volete vivere un’esperienza culinaria giapponese davvero autentica e memorabile, cercate un ristorante che offra l’opzione “Omakase”. Questa parola significa “mi affido a te” e implica che lascerete allo chef la totale libertà di scegliere e preparare i piatti per voi. È un viaggio sensoriale personalizzato, dove il maestro sushi vi servirà le sue migliori creazioni, spesso con ingredienti freschissimi e accostamenti inaspettati. È un modo fantastico per scoprire la vera arte e creatività di uno chef, una vera e propria avventura guidata nel gusto che vi sorprenderà ad ogni boccone.

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Riepilogo dei Punti Chiave

Per non dimenticare mai le distinzioni fondamentali e godervi al meglio la vostra esperienza culinaria giapponese, ecco un riassunto dei concetti chiave che abbiamo esplorato. Ricordate, il sushi si distingue per la presenza del riso condito, il sacro “sumeshi”, che ne è l’anima e il corpo, unendo armonicamente il pesce o altri ingredienti. D’altro canto, il sashimi è la celebrazione pura del pesce crudo di altissima qualità, dove il taglio e la freschezza sono gli unici protagonisti, esaltandone al massimo la texture e il sapore originale senza l’interferenza del riso. Ordinate con consapevolezza, apprezzando la maestria dietro ogni preparazione e non abbiate timore di esplorare le infinite varianti che questa straordinaria cucina offre. La qualità del pesce, la perfezione del riso e l’arte del taglio sono i pilastri su cui si fondano queste delizie, garantendovi un’esperienza non solo gustativa ma anche culturale, che vi lascerà sempre un ricordo indimenticabile e la voglia di tornare a scoprire ancora. È un mondo di sapori, profumi e tradizioni che aspetta solo di essere assaporato con curiosità e rispetto.

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Qual è la differenza fondamentale tra sushi e sashimi?

R: La differenza chiave sta nella presenza o assenza di riso. Il sushi, nella sua essenza, è un piatto che contiene riso aceto (lo shari, che è il riso condito che dà il nome a tutto!), combinato con vari ingredienti come pesce crudo (salmone, tonno), frutti di mare, verdure o uova.
Pensate al nigiri, all’uramaki, all’hosomaki… tutti hanno il riso come base, è l’ingrediente che lega tutto! Il sashimi, invece, è solo pesce o frutti di mare freschissimi, tagliati a fettine sottili e serviti senza riso, spesso accompagnati da salsa di soia e wasabi.
È l’apoteosi del sapore puro del pesce, dove la qualità e il taglio sono tutto. Io, quando voglio sentire il vero gusto del tonno o del salmone nella sua forma più semplice e sublime, mi butto subito su un piatto di sashimi, è un’esperienza sensoriale unica e ogni volta mi stupisco della sua delicatezza!

D: Quindi, tutto il pesce crudo che mangio è sashimi?

R: Assolutamente no, e questa è un’altra di quelle domande che sento spessissimo! Mentre il sashimi è sempre pesce crudo (o frutti di mare crudi), non tutto il pesce crudo è sashimi.
Il pesce crudo può essere un ingrediente del sushi (come nel nigiri, dove una fettina di pesce poggia su una polpettina di riso, o nei maki dove il pesce è avvolto dal riso e dall’alga), ma in quel caso, è servito con il riso e fa parte di una preparazione più complessa.
Quando si parla di sashimi, si intende proprio quel taglio magistrale di pesce purissimo, senza nessun altro accompagnamento che non sia, al massimo, una decorazione di daikon (una radice bianca giapponese) o una foglia di shiso per pulire il palato.
È un’arte a sé, che esalta il sapore e la consistenza del pesce come nessun altro piatto. Diciamo che il sashimi è la star dello spettacolo, senza bisogno di altri co-protagonisti!

D: Quali sono i tipi di sushi e sashimi più comuni che posso trovare nei ristoranti qui in Italia e come li riconosco?

R: Ottima domanda, perché conoscere i nomi vi aiuterà tantissimo a ordinare con sicurezza e a fare bella figura con gli amici! Per il sushi, i più famosi e amati, che trovate praticamente ovunque, sono sicuramente i nigiri (quella classica fettina di pesce, tipo salmone o tonno, su una piccola polpetta di riso, semplici e deliziosi!), gli hosomaki (quei rotolini sottili, avvolti nell’alga nori, con riso e un solo ingrediente all’interno, come cetriolo o tonno), gli uramaki (i “rotoli al rovescio”, con il riso all’esterno, spesso ricoperto di semi di sesamo o uova di pesce colorate, e ripieni di più ingredienti, sono i più creativi e golosi!), e i futomaki (rotolini più grandi e “cicciotti” con tanti ingredienti diversi dentro, una vera esplosione di sapori).
Per il sashimi, di solito si trovano i tagli più pregiati di tonno (maguro), salmone (sake), branzino (suzuki) o gamberi dolci (amaebi), serviti semplicemente su un piatto.
Molti ristoranti offrono anche delle “degustazioni” di sashimi misto, che sono perfette per assaggiare un po’ di tutto e scoprire il vostro preferito.
La mia preferita? Il sashimi di ventresca di tonno, si scioglie in bocca come burro! Provatelo, non ve ne pentirete, è una vera delizia per il palato!